mercoledì 18 maggio 2011

Vita

Batte il mio cuore, silenzioso, costante, a tratti impetuoso e sfacciato; batte e pompa la vita, rendendo ogni istante unico e irripetibile. E in ogni battito tu, presenza intensa e necessaria, forza vitale che scandisce il ritmo delle mie emozioni, tu che hai preso posto nel mio cuore e insieme a lui metti in moto ogni singola parte del mio essere.
Scorre il sangue nelle mie vene, porta al corpo ciò di cui ha bisogno in un flusso ininterrotto di nutrimento. E goccia a goccia sei entrato in me, hai iniziato a scorrere, sempre più impetuosamente, e ora sei tutt'uno con quel flusso, che mi alimenta, mi rafforza e mi fa sentire viva.
Respiro, e neanche ci penso tanto è naturale; respiro, ovvio, non posso fare altro: posso controllarlo, trattenerlo, rallentarlo, ma non posso smettere di respirare, finché avrò vita. E come il mio corpo inspira ed espira l'aria quale condizione naturale ed indispensabile, così tu sei entrato nella mia esistenza come se non potesse accadere altrimenti, come se fosse quella stessa condizione naturale e indispensabile.
Ogni istante sento che mi ami di più e, come una marea che trascina tutto con sé, il tuo amore mi travolge e diventa tutt'uno col mio, che scalpita verso di te, ti entra in circolo e respira insieme a te, Vita nella Vita.

sabato 19 febbraio 2011

Amare

Per anni ho cercato di capire cosa significasse amare, trovando solo risposte confuse, discordanti, incomprensibili.
Può essere amore la disperazione di un'adolescente rifiutata?
E il fumo gettato negli occhi da chi non ti rispetta?
Può dirsi amore il ritrovarsi completamente in una persona che non si ritrova in te?
Si può arrivare all'amore partendo solo dall'attrazione fisica?
E' amore quando le lacrime superano i sorrisi e la sofferenza annulla la gioia?
Mi ostinavo a vedere un sì come risposta, perché era l'unico modo di amare che conoscessi e in esso colmavo i miei bisogni.
"E poi all'improvviso sei arrivato tu" e io ho finalmente trovato, capito e vissuto l'amore.
Nelle lunghe notti in cui le parole non bastavano mai e conoscersi era una necessità impellente, nello stupore dei nostri pensieri ed emozioni che combaciavano perfettamente, nelle risate che riempivano la stanza, nell'abbraccio del tuo corpo da cui non potevo più staccarmi, nei tuoi occhi pieni di vita e sogni, nel tuo amore senza riserve c'era la risposta a lungo anelata, c'era il mio AMORE.

lunedì 20 dicembre 2010

Oslo




Una settimana di neve, freddo, paesaggi incantati: ossigeno che ho respirato a pieni polmoni!
E' strana, Oslo... Non ha la bellezza sfacciata e mozzafiato di Stoccolma, è più discreta, proiettata al futuro, con l'Opera che si affaccia sull'acqua e la riflette, con i grattacieli in costruzione e i milioni di musei.
E tra questi mi ha sorpreso il museo dedicato a Edvard Munch, che purtroppo conoscevo più che altro per il plurifamoso quadro de L'urlo e che invece ho scoperto essere molto di più: dipinti intensi, scioccanti, che fanno riflettere, sorridere, commuovere. Non so descriverli con cognizione di causa, come farebbe un critico d'arte, ma so che mi hanno toccato l'anima e per fare ciò non c'è parola che serva.
Un altro luogo per l'anima è il Parco Vigeland, che accoglie sculture di corpi umani di donne, uomini e bambini, da soli o uniti in svariate pose: il bambino che piange, la madre che abbraccia i figli, una coppia con il neonato... piccoli flash di vita vera, resi ancora più suggestivi dalla neve e dai raggi del sole che iniziavano a rischiarare la città.
Spero di poterla rivedere in un'altra stagione, per apprezzarne maggiormente i colori ravvivati dalle lunghe giornate estive; intanto conservo nel cuore il bianco della neve, il rosso delle casette e i cieli bui rischiarati dalle luci di Natale.

giovedì 21 ottobre 2010

M.

Sono più di dieci anni che mi impongo di non pensarti, troppo dolore: la tua assenza è una mano che mi stringe la gola, un pugnale conficcato nel petto.
Poi ieri mi sono ritrovata a cantare canzoncine stupide al gatto, inventando le parole, e all'improvviso ti ho sentita, ero te, non solo una parte di te; dal riso al pianto, nello spazio di una filastrocca inventata, il peso della tua mancanza mi ha schiacciata.
Non trovo le parole per descrivere la persona unica e meravigliosa che eri, vorrei renderti onore e creare un affresco mozzafiato con mille colori, ma non ci riesco, mi scoppia il cuore.
Posso solo andare avanti e provare a dare un senso alla vita che mi hai dato cercando di essere almeno un briciolo di quello che eri tu, bellissima, sensibile, immensamente forte, dolcissima e speciale mamma.

domenica 3 ottobre 2010

Vivere o esistere?

Quante volte ho voluto staccare la spina del cuore, spegnere la mente e continuare semplicemente ad esistere, senza vita, senza gioie e delusioni. Mi affascina l'idea di essere una sorta di automa, che si lascia scivolare tutto addosso e va avanti per la sua strada: niente vette, nessuna caduta. Quando il dolore ti penetra dentro nel profondo, arrivi a pensare che potresti rinunciare anche ai momenti positivi pur di non provare quelli negativi; desideri solo rifugiarti nella tua torre di vetro, ad osservare il mondo che ti passa davanti, la vita che ti sfiora senza toccarti.
Mi è successo una volta. Dopo l'ennesima delusione, non provai alcun sentimento: mi sentivo congelata, protetta da un guscio, al riparo dalle emozioni. E' stata una sensazione strana, disarmante, confortevole quasi... Dopo anni di lacrime, gli occhi erano asciutti, l'anima a riposo; però dagli occhi era sparita anche la luce, non c'era più traccia di sorrisi, né speranze.
Si può scegliere di non vivere, ma la vita ti insegue comunque, si intrufola nel tuo rifugio, ti aggrappa per la manica e ti tira fuori, non puoi sfuggirle; non fa promesse, anzi, ti tradirà di nuovo e ti spingerà di nuovo in quel rifugio, ma non puoi fare a meno di credere in lei e di abbandonarti al suo vortice, perché la vita è questo: raggiungere cime altissime, da cui il paesaggio è intensamente bello e commovente, e poi scivolare giù a valle, sbattendo ovunque e ritrovandosi faccia a terra col corpo tutto ammaccato.
Puoi scegliere di esistere, certo, ma la vita sceglierà per te, senza scelta.

lunedì 20 settembre 2010

Aprite gli occhi e guardate



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mercoledì 25 agosto 2010

C'è un Paese...


... in cui ogni supermercato, anche quello più piccolo sperduto fra i monti, vende prodotti vegan, comprese le marche che finora avevi visto solo online.
... in cui puoi ordinare un cappuccino con il latte di soia senza che ti guardino come un'aliena.
... in cui ci sono intere vallate senza costruzioni, solo alberi e verde a non finire.
Non l'ho girato tanto, questo Paese sorprendente chiamato Slovenia, ma ogni volta che ci vado mi lascia un senso di meravigliata soddisfazione, perché trovo la normalità nelle cose che solitamente non lo sono.
Mi sembra di tornare a quando ero piccola e si andava a fare la spesa "oltre confine": allora provavo la gioia infantile di trovare caramelle contenute in scatolette a forma di Pippo e Topolino e biscotti a forma di cuore dal ripieno misterioso; oggi provo le stesse sensazioni nello scoprire che quei biscotti dal sapore antico esistono ancora e sono vegan!
Lubiana ha gli stessi abitanti di Trieste e ha diversi ristoranti vegetariani, al contrario di Trieste che non ne ha nemmeno uno; passeggiando sul lungofiume, ti puoi fermare in uno dei tanti locali e sul menù il latte di soia ricorre spesso, mentre a Trieste non ho ancora trovato un bar che ce l'abbia...
Mi piace dedicare un post a questo Paese, qui spesso deriso e avverso ai più, per me semplicemente una piccola oasi vegan :)