Alcune persone entrano nella tua vita casualmente, lievemente, facendo capolino sull'uscio per vedere se c'è qualcuno nella stanza. E tu ci sei, dai loro il benvenuto, ma lo fai senza pensarci, senza sospettare quale impatto avranno su di te.
Così è capitato che a una semplice email di qualcuno che voleva solo presentarsi, a un banale susseguirsi di lettere sullo schermo di un pc, siano seguiti due anni di emozioni uniche: una cascata di parole e sete di conoscersi; risate, tante, e lacrime, altrettante; notti passate nella stretta di un abbraccio, aspettando l'alba che non arrivava mai, sperando che non arrivasse mai; dirsi addio, con il cuore in subbuglio, per poi ritrovarsi nel calore di un'amicizia costruita mattone dopo mattone; guardarsi negli occhi e, dopo mesi, leggerci un sentimento diverso, più forte, doloroso quasi, perché predestinato a essere distrutto; affrontare insieme gli abissi dell'anima, nonostante quel sentimento respinto e proprio a causa di quel sentimento, e ritrovarsi così vicini al riparo dal mondo, rifugiati uno nell'altra fregandosene dei dubbi, delle paure, del futuro.
Questi i nostri due anni, e in mezzo molto altro, che fatico a scrivere ma non a dimenticare. Li custodirò come un piccolo grande tesoro nel mio cuore ammaccato, per ricordarmi che ho vissuto, sofferto, amato.
mercoledì 26 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
Ti ho cercato nel dubbio, P. Salinas
"Ti ho cercato nel dubbio:
non ti trovavo mai.
Sono andato in cerca di te
nel dolore.
Tu non venivi di lì.
Mi sono immerso nel profondo
per vedere se, infine, tu c'eri.
Attraverso l'angoscia,
dilaniatrice, ferendomi.
Tu non sorgevi mai dalla ferita.
E nessuno mi ha fatto cenno
- un giardino o le tue labbra,
con alberi, con baci -;
nessuno mi ha detto
-per questo t'ho perduta -
che tu eri sugli ultimi
terrazzi della gioia,
del riso, della certezza.
Che ti si trovava
sulle cime del bacio
senza dubbi e senza domani.
Nel vertice puro
dell'allegria alta,
moltiplicando giubili
per giubili, per risa,
per incanti.
Annotando nell'aria
le incredibili cifre, senza peso,
della tua felicità."
non ti trovavo mai.
Sono andato in cerca di te
nel dolore.
Tu non venivi di lì.
Mi sono immerso nel profondo
per vedere se, infine, tu c'eri.
Attraverso l'angoscia,
dilaniatrice, ferendomi.
Tu non sorgevi mai dalla ferita.
E nessuno mi ha fatto cenno
- un giardino o le tue labbra,
con alberi, con baci -;
nessuno mi ha detto
-per questo t'ho perduta -
che tu eri sugli ultimi
terrazzi della gioia,
del riso, della certezza.
Che ti si trovava
sulle cime del bacio
senza dubbi e senza domani.
Nel vertice puro
dell'allegria alta,
moltiplicando giubili
per giubili, per risa,
per incanti.
Annotando nell'aria
le incredibili cifre, senza peso,
della tua felicità."
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