giovedì 21 ottobre 2010

M.

Sono più di dieci anni che mi impongo di non pensarti, troppo dolore: la tua assenza è una mano che mi stringe la gola, un pugnale conficcato nel petto.
Poi ieri mi sono ritrovata a cantare canzoncine stupide al gatto, inventando le parole, e all'improvviso ti ho sentita, ero te, non solo una parte di te; dal riso al pianto, nello spazio di una filastrocca inventata, il peso della tua mancanza mi ha schiacciata.
Non trovo le parole per descrivere la persona unica e meravigliosa che eri, vorrei renderti onore e creare un affresco mozzafiato con mille colori, ma non ci riesco, mi scoppia il cuore.
Posso solo andare avanti e provare a dare un senso alla vita che mi hai dato cercando di essere almeno un briciolo di quello che eri tu, bellissima, sensibile, immensamente forte, dolcissima e speciale mamma.

1 commento:

  1. Per come ti sto conoscendo io, tua mamma non potrebbe che essere orgogliosa di te. Se sei così, è anche merito suo. Ti amo per come sei e sei la prova di un qualcosa che tua mamma ti ha tramandato. Lei vive in te...

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