Una settimana di neve, freddo, paesaggi incantati: ossigeno che ho respirato a pieni polmoni!
E' strana, Oslo... Non ha la bellezza sfacciata e mozzafiato di Stoccolma, è più discreta, proiettata al futuro, con l'Opera che si affaccia sull'acqua e la riflette, con i grattacieli in costruzione e i milioni di musei.
E tra questi mi ha sorpreso il museo dedicato a Edvard Munch, che purtroppo conoscevo più che altro per il plurifamoso quadro de L'urlo e che invece ho scoperto essere molto di più: dipinti intensi, scioccanti, che fanno riflettere, sorridere, commuovere. Non so descriverli con cognizione di causa, come farebbe un critico d'arte, ma so che mi hanno toccato l'anima e per fare ciò non c'è parola che serva.
Un altro luogo per l'anima è il Parco Vigeland, che accoglie sculture di corpi umani di donne, uomini e bambini, da soli o uniti in svariate pose: il bambino che piange, la madre che abbraccia i figli, una coppia con il neonato... piccoli flash di vita vera, resi ancora più suggestivi dalla neve e dai raggi del sole che iniziavano a rischiarare la città.
Spero di poterla rivedere in un'altra stagione, per apprezzarne maggiormente i colori ravvivati dalle lunghe giornate estive; intanto conservo nel cuore il bianco della neve, il rosso delle casette e i cieli bui rischiarati dalle luci di Natale.
Wow che bello :)
RispondiEliminaE poi Munch lo adoro....
O_O
RispondiEliminaOslo mi manca...è una delle mete che mi sono prefissato, nonché la voglia, un giorno, di trasferirmi in una città del nord europa; civili, avanti anni luce e sicuramente più vivibili anche per noi vegani.
RispondiEliminaQuanto a civiltà non c'è proprio paragone... Sul vegan-friendly sono molto più avanti i Paesi anglosassoni, per quello che ho potuto vedere io ovviamente; poi un conto è la grande città e un altro sono i paesini più piccoli e lì mi sa che tutto il mondo è paese :)
RispondiEliminaAppena rientrati. Mangiato Veg dagli Hare Krishna e al Vega Fair Food
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