mercoledì 31 marzo 2010
martedì 30 marzo 2010
Arcodamore
"Vorrei sapere dove sei questa notte, mentre qui sono le quattro e non riesco ad addormentarmi. Vorrei sapere cosa stai facendo e con chi sei, e che faccia hai, se ti ho già incontrato o ci siamo solo sfiorati qualche volta, se siamo sempre stati distanti senza il minimo punto di contatto. Vorrei sapere se ci incontreremo, e quando. Se ci incontreremo troppo tardi o appena in tempo, o ci incontreremo ma non riusciremo neanche a capire che eravamo noi e quanto eravamo importanti uno per l'altra. Io credo che ti riconoscerei subito, anzi sono sicura. Mi basterebbe guardarti negli occhi un attimo per capire che sei tu, o solo guardarti entrare in una stanza. Mi basterebbe un secondo, o meno. Però adesso dove sei? Adesso che sono così sola e triste e senza speranza, dopo tutti questi uomini vili e freddi e mammoni e indifferenti e sadici e semplicemente sbagliati? Dove sei? E ci sei, poi?" (Andrea De Carlo)
Non sono parole mie, ma è come se lo fossero...
Non sono parole mie, ma è come se lo fossero...
martedì 16 marzo 2010
Caro papà...
Quante parole nei nostri silenzi, quanti abbracci ci teniamo dentro mentre ci salutiamo con due baci sulle guance...
Noi così uguali, rifugiati in un mondo interiore che custodiamo gelosamente desiderando solo che qualcuno ci voglia entrare; ad ogni mattone che abbiamo messo, avremmo voluto gridare "Buttalo giù!" ma la voce non è mai uscita e così quei mattoni sono diventati un muro. La bambina che si accoccolava al tuo fianco in cerca di affetto è diventata una donna ma in fondo si sente ancora come quella bambina, mentre, giocando a sudoku, cerca un modo per starti vicino.
Per tutta la vita ho inseguito il tuo amore inespresso, in te e altrove, e per tutta la vita lo inseguirò, lungo una strada lastricata di errori e parole non dette, perché in fondo sarò sempre la bambina accoccolata al tuo fianco...
Noi così uguali, rifugiati in un mondo interiore che custodiamo gelosamente desiderando solo che qualcuno ci voglia entrare; ad ogni mattone che abbiamo messo, avremmo voluto gridare "Buttalo giù!" ma la voce non è mai uscita e così quei mattoni sono diventati un muro. La bambina che si accoccolava al tuo fianco in cerca di affetto è diventata una donna ma in fondo si sente ancora come quella bambina, mentre, giocando a sudoku, cerca un modo per starti vicino.
Per tutta la vita ho inseguito il tuo amore inespresso, in te e altrove, e per tutta la vita lo inseguirò, lungo una strada lastricata di errori e parole non dette, perché in fondo sarò sempre la bambina accoccolata al tuo fianco...
sabato 6 marzo 2010
Madri...
"Sono diventata madre da poco.
Ho provato l'indescrivibile sensazione di crescere una creatura dentro di me e di sentir nascere, giorno dopo giorno, il legame che ci avrebbe unito indelebilmente ed eternamente.
Il parto è stato doloroso, certo, ma quanta gioia quando il piccolo che ho a lungo cullato nel mio ventre è comparso davanti a me! Cercava i miei occhi, anche se li aveva ancora chiusi, e cercava il mio seno, fonte di nutrimento e simbolo della nostra simbiosi. Me lo sono tenuto vicino, per godermi il suo calore e ricordarmi ogni istante che non stavo sognando, che davvero ero mamma.
Poi, all'improvviso, me l'hanno portato via. Senza spiegazioni, senza preavviso.
L'ho visto allontanarsi da me, con il terrore negli occhi ora sbarrati, stretto da mani nemiche; ho sentito le sua urla disperate, strazianti, che mi hanno squartato il cuore. Le sento ancora, quelle urla, le sento in ogni singolo, maledetto istante della vita che mi obbligano a continuare, mentre quelle stesse mani nemiche rubano per loro stesse il latte che era destinato al mio bambino..."
Ho provato l'indescrivibile sensazione di crescere una creatura dentro di me e di sentir nascere, giorno dopo giorno, il legame che ci avrebbe unito indelebilmente ed eternamente.
Il parto è stato doloroso, certo, ma quanta gioia quando il piccolo che ho a lungo cullato nel mio ventre è comparso davanti a me! Cercava i miei occhi, anche se li aveva ancora chiusi, e cercava il mio seno, fonte di nutrimento e simbolo della nostra simbiosi. Me lo sono tenuto vicino, per godermi il suo calore e ricordarmi ogni istante che non stavo sognando, che davvero ero mamma.
Poi, all'improvviso, me l'hanno portato via. Senza spiegazioni, senza preavviso.
L'ho visto allontanarsi da me, con il terrore negli occhi ora sbarrati, stretto da mani nemiche; ho sentito le sua urla disperate, strazianti, che mi hanno squartato il cuore. Le sento ancora, quelle urla, le sento in ogni singolo, maledetto istante della vita che mi obbligano a continuare, mentre quelle stesse mani nemiche rubano per loro stesse il latte che era destinato al mio bambino..."
lunedì 1 marzo 2010
Il senso
Ha ancora senso tenere un blog? Con Facebook e simili ormai i canali per portare agli altri parte di sé sono innumerevoli... Però mi piace l'idea di un angolino un po' nascosto in cui esprimere me stessa, e se qualcuno capiterà qui sarà perché sente un'affinità o è incuriosito da qualcosa o ha voglia di entrare nel mio mondo.
E' un mondo fatto di emozioni semplici, di una perenne ricerca di equilibrio, di domande senza risposta, di canzoni, parole, risate, delusioni. E' un mondo, il mio, che ha trovato un piccolo senso da quando sono diventata vegan, ormai quasi due anni fa...
Mi piace l'idea di libertà associata alla parola "vegan": scegliere di non usare alcun derivato animale significa rendere liberi gli animali che l'uomo considera come oggetti al suo servizio, ma anche liberare sé stessi dal senso di colpa e di incoerenza, significa amare e rispettare la vita in tutte le sue infinite declinazioni.
Io ho aperto il cuore e la mente e sono diventata libera.
E' un mondo fatto di emozioni semplici, di una perenne ricerca di equilibrio, di domande senza risposta, di canzoni, parole, risate, delusioni. E' un mondo, il mio, che ha trovato un piccolo senso da quando sono diventata vegan, ormai quasi due anni fa...
Mi piace l'idea di libertà associata alla parola "vegan": scegliere di non usare alcun derivato animale significa rendere liberi gli animali che l'uomo considera come oggetti al suo servizio, ma anche liberare sé stessi dal senso di colpa e di incoerenza, significa amare e rispettare la vita in tutte le sue infinite declinazioni.
Io ho aperto il cuore e la mente e sono diventata libera.
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